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Emorroidi

Cosa sono le ?

Le emorroidi sono vene emorroidarie divenute varicose per lo sfiancamento della parete e con insufficiente tenuta delle valvole dei capillari venosi ed arteriosi; la stasi provoca infiammazione e fragilità della mucosa del canale anale ano-rettale.
Il ristagno di sangue poco ossigenato, l’ambiente caldo-umido e contaminato provocano sofferenza della mucosa ma anche dei legamenti con conseguente scivolamento del canale ano-rettale in basso, oltre l’orifizio anale, talora persino con ulteriore prolasso della mucosa rettale stessa.

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Cause delle emorroidi e fattori favorenti

Le emorroidi sono causate principalmente da:

  • Predisposizione familiare;
  • Gravidanza – parto per via vaginale;
  • Età;
  • Sforzi;
  • Errata alimentazione;
  • Stitichezza;
  • Obesità;
  • Epatopatia croniche;
  • Trombosi pelvica
  • Vita sedentaria;
  • Sport con lesioni da sella (ciclismo, moto, equitazione ,ecc.) o da forte pressione addominale (sollevamento pesi);
  • Farmaci (contraccettivi);
  • Posizione di lavoro (molte ore seduti al Pc in posizione obliqua).

La classificazione delle emorroidi: Emorroidi interne – Emorroidi esterne

emorroidi

  • I°GRADO: dilatazione venosa  interna con rare e scarse perdite ematiche;
  • II°GRADO:  emorroidi  evidenti, escono dall’ano solo durante la defecazione e rientrano al termine di essa;
  • III°GRADO: le  emorroidi sono esterne, evidenti e riducibili manualmente dopo l’evacuazione. La lesione è divenuta irreversibile;
  • IV°GRADO: le emorroidi sono sempre presenti esternamente, infiammate e non sono riducibili; è presente perdita di sangue e di muco.

 

Prolasso muco-emorroidario

Nel prolasso la mucosa è sempre fuori dall’ano nella sua intera circonferenza, in modo simmetrico o asimmetrico; il lume del canale è occupato dal prolasso muco-emorroidario che occlude il lume stesso, creando camere che frammentano le feci.

Il ponzamento nella defecazione, a causa del reflusso del sangue, invece di agevolare la funzione provoca il gonfiarsi delle vene emorroidarie, restringendo ancor di più il lume e formando feci sottili (a matita), a pezzi o addirittura caprine. La defecazione è spesso incompleta e costringe a ripetere l’atto subito dopo o anche più volte durante la giornata.

 

Complicanze delle emorroidi e del prolasso rettale muco – emorroidario

  • Il sanguinamento dall’ano

Cause: sono molteplici e spesso dovute ad emorroidi, ragadi, ma anche a tumori, diverticoli, ecc.

Talvolta il sanguinamento è imponente oppure subdolo, “goccia a goccia”, e può provocare anemia anche molto grave.

Cosa fare: in presenza di sanguinamento anche lieve è sempre prudente rivolgersi comunque al proprio Medico curante o ad uno Specialista esperto di Colon-proctologia.

  • La trombosi emorroidaria  

Frequente e molto dolorosa, porta quasi sempre a necessitare di una terapia specialistica: insorge infatti una tumefazione violacea dolorosissima con gonfiore e tensione  dei tessuti circostanti (edema). Può necessitare di essere trattata d’urgenza con terapia medica o con incisione chirurgica in anestesia locale; talvolta si complica gravemente con trombosi massiva e strangolamento della mucosa ano-rettale che rende doveroso l’intervento chirurgico d’urgenza.

  • L’ascesso perianale

Spesso insorge, anche periodicamente, a partire dalle cripte ghiandolari (ghiandole anali) presenti nel tratto intra-sfinterico; decorre lungo il corso delle ghiandole stesse ed è quasi sempre sostenuto da una fistola. Talvolta può essere provocato da lesioni della mucosa da detersione energica o da irregolarità delle unghie. Può assumere anche grosse dimensioni con tumefazione calda, arrossata, fortemente dolente, con febbre anche elevatissima e, talvolta, setticemia.

Poiché la terapia antibiotica, da sola, è quasi sempre insufficiente, necessita sempre di una competenza specialistica colon-proctologica.

 

 Sintomi delle emorroidi

I sintomi sono variabili e possono essere  presenti talvolta da tempo imprecisato; spesso sono subdoli e sovrapposti ai sintomi della malattia di base che le ha provocate o acuite:

  • sanguinamento;
  • prurito;
  • bruciore;
  • muco;
  • incontinenza o ostacolo;
  • crisi dolorose;
  • defecazione incompleta;
  • feci sottili, o a pezzi, o caprine;
  • anemia, anche grave.

Molto frequentemente i sintomi sono rappresentati principalmente da defecazione incompleta ed insoddisfacente con feci sottili, a pezzi, a matita o caprine; sono spesso associati spiccato meteorismo e flatulenza di odore mefitico.

 

Diagnosi di emorroidi o di prolasso muco – emorroidario

La visita specialistica è doverosa; viene eseguita con la valutazione della parte sia a riposo e sotto ponsamento; è doverosamente completata, oltre che con l’esplorazione rettale, con una anoscopia (v.).
Per un completo inquadramento clinico, in base alla storia clinica del Paziente ed alle condizioni locali, possono essere necessari altri accertamenti:

  • Manometria rettale;
  • Defecografia anche RMN;
  • Studio dei tempi di transito con reperi radio-opachi;
  • Clisma opaco;
  • EGDS;
  • Colonscopia;
  • Colonscopia virtuale TC;
  • Ecografia trans-rettale.

 Attenzione

L’inquadramento clinico e una precisa diagnosi sono sempre indispensabili per ogni cura o trattamento. Le indagini proposte possono talvolta essere scomode e dispendiose ma sempre finalizzate alla corretta tutela del Paziente.

La corretta cura delle emorroidi e del prolasso rettale

La terapia delle emorroidi si giova spesso di una cura medico – dietetica ma, quando devono essere riposizionate manualmente nel canale anale o rimangono abitualmente fuori, è necessario un intervento chirurgico. La terapia medica è indicata soltanto nei casi di I° e II° grado. Per il III°, IV° grado e per il prolasso, l’intervento chirurgico rappresenta l’unica soluzione; vengono usate abitualmente molte tecniche.

Le nuove tecniche di chirurgia proctologica

Ogni tecnica deve essere valutata in base allo specifico quadro clinico e quindi personalizzata, valutando gli obiettivi concordati e, soprattutto, i molteplici fattori che devono tutelare il Paziente stesso dall’insorgenza di complicanze o spiacevoli conseguenze.

Attenzione

Prima della valutazione di ogni terapia chirurgica si devono sempre escludere altre malattie con sintomi sovrapponibili; in età adulta è sempre doveroso far precedere l’esecuzione di adeguate indagini sul colon.

 

Tecniche chirurgiche:  la nuova cura delle emorroidi radicale ed indolore

Sono varie le tecniche di terapia chirurgica ed ognuna ha una precisa indicazione in relazione alla fase della malattia e del quadro clinico in essere; deve quindi essere personalizzata. La chirurgia proctologica spesso viene descritta come una chirurgia facile ma non è quasi mai vero: è una chirurgia delicatissima e può essere molto rischiosa. Quando viene eseguita da Specialisti veramente esperti può dare ottimi risultati, specie nel prolasso emorroidario.
Le più recenti terapie chirurgiche, infatti, non sono più orientate ad asportare solamente le vene emorroidarie prolassate (intervento spesso non radicale e molto doloroso). E’ necessario infatti eseguire una terapia radicale e definitiva della malattia emorroidaria e, contemporaneamente, anche un “lifting” completo della mucosa prolassata.
L’intervento viene eseguito operando nella parte alta del canale anale che è indolore quindi senza il dolore tipico dei comuni interventi chirurgici e senza dolorose medicazioni) e con ripresa quasi immediata della defecazione e delle normali attività.
La nuova metodica riporta ad una situazione di normalità anche le vene emorroidarie, senza più dolore o sanguinamenti. Questo intervento di ricostruzione ripristina una normale funzione e restituisce alla regione anale anche una corretta conformazione estetica.

 

Estetica dell’ano e del perineo

Spesso a causa dell’età, obesità, inerzia, parti naturali e per il prolasso, il perineo scende perdendo la forma a V rovesciata della gioventù, trasformandosi invece in una T rovesciata. La cute perianale che in gioventù scompare direttamente nell’ano è spesso sostituita da grinze o pliche di mucosa che aumentano nel ponzamento.
L’ano, che svolge una funzione di valvola tra il lume intestinale e l’esterno, contiene ancora le feci ma non riesce più a contenere adeguatamente i liquami e, talvolta, i gas intestinali; sono frequenti i casi di contaminazione fecale della biancheria, di umidità dell’ano o di cattivo odore locale a cui il Paziente si abitua ma che, nell’intimità, viene chiaramente percepito dal partner con effetto di repulsione fisica e compromissione della serenità sessuale.
In alcuni casi, le pliche del prolasso emorroidario possono estroflettersi sino a contaminare la vagina: sono molto frequenti, infatti, fenomeni infiammatori dei genitali e della vescica per contaminazione fecale.
Vi sono anche interventi di chirurgia estetica dell’ano che, in molti casi, specie dopo il parto, per l’età o per conformazione, sono ormai necessari sia per motivi funzionali sia, spesso, per eliminare disagio o grave imbarazzo nella intimità sessuale; si ottengono infatti agevolmente ottimi risultati, anche in day hospital e senza dolore.
Talora viene richiesto lo “sbiancamento dell’ano” ma è sempre necessario valutare prima ed in sede altamente specialistica, se la colorazione non sia invece causata da quanto sopra.

 

La cura delle emorroidi e del prolasso: possibilità terapeutiche

La cura della malattia emorroidaria e del prolasso deve essere sempre preceduta da un completo studio dell’apparato digerente per escludere altre malattie concomitanti e di maggiore gravità; solo dopo può essere svolta una corretta cura con una terapia medico-dietetica, una terapia chirurgica ambulatoriale od una terapia chirurgica radicale.

Le terapie chirurgiche delle emorroidi e del prolasso

Le terapie chirurgiche ambulatoriali sono indicate solo in casi specifici e nella fase iniziale del prolasso emorroidario. Trovano vasta diffusione, spesso per la paura dei pazienti ad affrontare correttamente una terapia chirurgica radicale, talvolta forzando le corrette indicazioni e ottengono ovviamente risultati scarsi o transitori.

Principali terapie chirurgiche ambulatoriali:

  • Crioterapia: si effettua congelando le emorroidi; non cura tuttavia la causa e può provocare danni anche gravi. Attualmente è una metodica ritenuta da molti obsoleta ed inattendibile, anche se viene ancora talvolta proposta;
  • Fotocoagulazione: trova indicazione solo nei sanguinamenti senza prolasso;
  • Scleroterapia: si effettua iniettando liquidi sclerosanti nelle vene emorroidarie per ridurne il volume; ovviamente non è radicale e talvolta può provocare complicanze anche gravi;
  • Legatura elastica: si effettua applicando un elastico sulla mucosa rettale sovrastante la vena, in modo da provocarne la necrosi. Se bene eseguita è una terapia indicata poiché riduce parzialmente il prolasso ma solo quando siano necessarie non più di due – tre legature; altrimenti è quasi sempre inefficace;
  • Legatura delle arterie emorroidarie, sotto guida di un eco-doppler: i punti fissano il prolasso ma solo temporaneamente, infatti vi è una altissima percentuale di recidiva dopo la caduta del punto.

In queste terapie, le complicanze, i costi ed il disagio sono molto spesso sovrapponibili a quelle di un intervento chirurgico radicale che sarebbe invece definitivo se eseguito con la nuova tecnica.

 

Tecniche chirurgiche tradizionali

  • Asportazione delle emorroidi.

Le emorroidi sono asportate in tre – quattro distretti e le ferite anali, secondo la tecnica usata, possono essere lasciate aperte. La guarigione avviene mediamente in 40 giorni. Diversamente, le ferite possono essere ricucite e la guarigione avviene per cicatrizzazione.

Queste metodiche possono provocare spesso dolore post-operatorio poichè la sensibilità dell’ano è elevatissima. Le medicazioni sono frequenti e la percentuale di recidive è variabile ed anche elevata.

 

Tecniche chirurgiche con strumenti particolari

  • Laser;
  • Bisturi elettrico;
  • Ultracision;
  • Ligasure.

Pur se vengono proposte spesso come nuove metodiche si tratta esclusivamente di moderni strumenti che, utilizzando energie differenti, svolgono comunque una chirurgia tradizionale e quindi con analoghi risultati sul dolore post-operatorio, sulle recidive e sui tempi di guarigione.

 

La chirurgia del prolasso rettale muco-emorroidario con lifting ricostruttivo indolore e radicale

E’ la tecnica chirurgica attualmente più diffusa nel mondo e ritenuta radicale e meno dolorosa. E’ apparentemente semplice nella sua essenza tecnica ma estremamente complessa nei dettagli della esecuzione. La metodica è ottima, ma è molto precisa e deve essere eseguita quindi da Chirurghi qualificati che abbiano maturato un’elevata esperienza in questo tipo di intervento; esso viene effettuato normalmente in anestesia locale, ma può essere eseguito con tutti i tipi di anestesia.

L’intervento è rapido e viene infatti eseguito internamente al canale anale ed in alto, oltre la linea di sensibilità al dolore e, quindi, senza ferite esterne (che sono quelle responsabili del dolore). Dopo l’intervento il dolore, più spesso il disagio, è infatti minimo e solo per pochi giorni oppure, spesso, è assente.

Il ricovero è, in media, di un solo giorno; poco dopo si può riprendere ogni tipo di attività ed una regolare ed agevole defecazione.

 

Metodo Longo associato a contemporaneo lifting ano-rettale

La nuova metodica associa la nota tecnica Longo ad una tecnica di lifting endoluminale personalizzato riportando nella norma sia la funzione che l’estetica ano-perineale. Viene eseguito internamente al canale ano-rettale ed in una zona alta che è indolore, permettendo così di risolvere radicalmente le problematiche emorroidarie anche complesse o il prolasso muco emorroidario.

 

La nostra esperienza

Abbiamo eseguito più di mille casi, di cui alcuni molto gravi e complessi, tutti con risultati ottimali e con minime complicanze o eventi avversi. L’intervento necessita abitualmente di un solo giorno di ricovero, viene eseguito in meno di un’ora, è indolore – eccetto il disagio della dilatazione operatoria che scompare in poche ore. E’ soprattutto definitivo e radicale e permette una agevole ed indolore ripresa della funzione intestinale e delle proprie attività quotidiane e sportive.

Vantaggi:

  • ricovero un solo giorno;
  • anestesia locale o generale (superficiale);
  • senza ferite esterne o necessità di medicazioni;
  • estetica personale recuperata con risalita del piano perineale;
  • dolore e disagio minimi;
  • rapida ripresa funzionale intestinale con defecazione agevole;
  • ripresa immediata delle proprie attività quotidiane.

Svantaggi:

  • disagio o senso di peso locale (poche ore);
  • Sensazione di falso stimolo defecatorio, come dopo la diarrea ( di solito 1 – 2 giorni) o alterazioni dell’atto;
  • dieta in bianco senza scorie (alcuni giorni);
  • attività lavorativa e sportiva moderata nelle prime due-tre settimane.

Attenzione

Per una corretta diagnosi di emorroidi è sempre necessaria una visita specialistica del Chirurgo Colon-Proctologo con accurato esame dell’ano e anche del canale anale con un’anoscopia. Sono talvolta necessari ed indispensabili altri accertamenti per un corretto inquadramento della malattia, di altre patologie esistenti (polipi, rettocele, enterocele, stenosi, diverticoli, ecc.) e per la definizione di una specifica, completa e corretta terapia.

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