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Intervento prolasso rettale

LA TECNICA CHIRURGICA E.L.P. –  Endo Luminal Prolapsectomy

La nuova metodica associa la sezione del retto con uno strumento specifico (stapler) che taglia un anello e contemporaneamente unisce i due capi (tecnica di Longo, t. del paracadute, ecc.)  ripristinandone una sicura continuità ed interrompendo il reflusso delle vene emorroidarie causa del prolasso rettale.

Intervento prolasso rettale

STAPLER

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L’intervento del prolasso rettale prosegue poi con una tecnica di lifting endoluminale personalizzato che riporta nella norma sia la funzione che l’estetica ano-perineale. Viene eseguito internamente al canale ano-rettale ed in una zona alta, indolore, permettendo così di risolvere radicalmente le problematiche emorroidarie di reflusso  anche complesse o il prolasso muco emorroidario ed il dismorfismo, spesso grave, ad esso associato.

 

INTERVENTO PROLASSO RETTALE – FASI OPERATORIE – TECNICA CHIRURGICA DELL’ELP

elp

Il paziente viene sedato abitualmente come per una colonscopia,  con maschera laringea senza intubazione tracheale, in modo che recuperi immediatamente la propria autonomia.
Viene posizionato sul letto operatorio in posizione ginecologica con il perineo esterno al piano di appoggio.
Dopo la disinfezione del campo operatorio, si esplora il canale ano-rettale ed eventualmente la vagina valutando nuovamente ed accuratamente la patologia.
Si esegue una graduale dilatazione dello sfintere (divulsione anale) e s’introduce e si fissa il divaricatore circolare (CAD) dopo aver ridotto internamente ed esternamente il prolasso rettale.
Con l’ausilio di un tampone si valuta l’entità del prolasso rettale stesso e si fissano i punti di trazione sulla mucosa rettale.

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Si introduce lo strumento “taglia e cuci” (stapler) aperto e si estraggono i fili con cui si esercita la trazione necessaria allo scivolamento ottimale all’interno della stessa del tessuto da asportare.

Si chiude lo stapler, nella donna si allontana la vagina con un tampone montato per evitarne il coinvolgimento nella sutura, sino alla linea di sicurezza e, tolta la sicura, si esegue la manovra di resezione – anastomosi che produce l’interruzione del reflusso venoso nelle vene emorroidarie che, non più riempite, si retrarranno sino a scomparire nel tempo.

Si procede contestualmente al ripristino della continuità dopo la sezione, con lo stesso strumento che pone contemporaneamente una doppia fila di agraphes; si estrae quindi delicatamente lo stapler verificando la corretta esecuzione della metodica.

Si valuta l’integrità ed il volume dell’anello di resezione che, se integro, garantisce la radicalità dell’intervento e  si controlla che non vi siano aree sanguinanti (emostasi).

Si procede quindi al lifting endo-luminale personalizzato che sospende la mucosa rettale ed elimina le eccedenze di tessuto interno ed esterno.

Si asportano anche le eventuali ragadi presenti ricostruendo la continuità mucosa, per un corretto risultato estetico e funzionale con la risalita del piano perineale, ripristinandone la condizione ottimale; il tutto con fili riassorbibili in modo che il Paziente non debba subire successivamente alcuna dolorosa medicazione.

Si esegue poi la verifica della pervietà, un lavaggio ripetuto anche per la verifica accurata dell’emostasi e si pone quindi un cilindro di spugna emostatica con un foro centrale che oltre a confermare così il calibro morbido ed idoneo della ricostruzione – non deve infatti essere deformato o schiacciato – attraverso cui si introduce del lubrificante a monte della zona operata – anastomosi – in modo che le feci possano poi scivolare agevolmente sui punti.

Si esegue infine un’anestesia locale intorno all’ano per eliminare i disturbi transitori della divaricazione che scompaiono comunque in poche ore.

 

Documentazione clinica

Tutte le procedure pre, intra e post-operatorie vengono sempre documentate fotograficamente e le immagini vengono poi inserite nella cartella clinica personale e consegnate al paziente.

 

Controlli periodici

I pazienti vengono assistiti sino al mantenimento del ritrovato benessere funzionale e controllati poi periodicamente.ANASTOMOSI

                             Controllo anoscopico dopo un anno: si nota la linea dell’anastomosi

 

Casistica

Gli studi su questo tipo di metodica iniziarono sin dal 1996 e, ad oggi, dopo averla perfezionata, abbiamo con essa operato circa 1000 persone ( età 19 – 84 anni) rilevando di norma ottimi risultati e riportando rari eventi avversi o complicanze.

 

Complicanze ed eventi avversi

Emorragia: 5 pazienti. In 2 casi l’emorragia è stata modesta e si è risolta spontaneamente in poche ore. In un solo caso è stato necessario un re-intervento (paziente affetta da melanosi severa del colon che rende fragile la mucosa).
In 2 casi (1: sindrome diarroica profusa 2: introduzione di corpi estranei) è stata sufficiente una compressione locale con catetere di Foley in trazione.
Abitualmente nella nostra casistica non vi sono mai state emorragie imponenti; talvolta possono comparire modesti sanguinamenti dalle suture interne che si fermano spontaneamente.
Negli ultimi anni ormai tutte gli stapler dispongono anche di agraphes vascolari che garantiscono una sicura emostasi.

 

Dolore

Il dolore inibente le attività si manifesta in un numero minimo di casi, non quantificabili percentualmente per la varia intensità e durata, spesso di poche ore.
Dolore inibente le normali attività: 12 casi (prolasso rettale grave).
Quando siano necessarie anche suture anali la sintomatologia dolorosa può essere presente.
Eccezionalmente può esservi una sintomatologia dolorosa anche in assenza di ogni motivazione tecnica e in cui tutte le indagini esperite dimostrano una situazione locale post-operatoria ottimale; le ragioni sono spesso inspiegabili nonostante, ripeto, la verifica dell’ esecuzione di una corretta ed identica tecnica chirurgica.
Il dolore è stato trattato con antalgici ed è spontaneamente receduto dopo alcuni giorni.
Disagio ano-perineale: è presente spesso nelle prime ore dopo l’intervento, ma recede spontaneamente; è causato dalla dilatazione anale per la divaricazione ed attualmente lo evitiamo con infiltrazione metodica di anestetico al termine dell’intervento.
La sensazione abitualmente riferita nei primi giorni è quella del tenesmo rettale simile allo stimolo a defecare in caso di diarrea oppure la sensazione assimilabile ad una contusione; abitualmente non riferiscono più i disturbi preoperatori.
Molti pazienti non hanno riferito nessun disturbo o disagio e al momento della dimissione sono in grado di saltare senza alcun disturbo o dolore.
La maggior parte dei pazienti non alcuna necessità di assumere farmaci antalgici.

 

Recidive

Molto rare e modeste (solo 7 casi) sono complicanze insorte in pazienti molto anziani ; pur con recidiva, spesso parziale, la sintomatologia dolorosa e funzionale è sempre comunque cessata dopo l’intervento.

Ascessi

Non sono mai stati riscontrati nella nostra casistica.

Incontinenza

Non è mai stata riscontrata nella nostra casistica.

 

Disagi

Spesso può manifestarsi, invece, il tenesmo, un falso stimolo alla defecazione ma facilmente gestibile; ciò non ha nulla a che vedere con l’incontinenza.
Talvolta è presente un’urgenza defecatoria legata spesso alla preesistente infiammazione del retto-ano e che può necessitare anche di alcuni mesi di terapia.
Nella quasi totalità dei casi recede spontaneamente in pochi giorni.
Nei primi giorni è consigliabile l’uso di un salva-slip.

 

Anestesia

Il paziente concorda direttamente con l’anestesista il tipo di anestesia; è preferibile comunque fornire alcune informazioni in merito.
All’anestesia loco-regionale può conseguire uno smaltimento del farmaco con modalità variabili; talvolta difficoltà alla deambulazione o una temporanea difficoltà ad urinare e in tal caso sarà necessario l’inserimento di un catetere vescicale temporaneo.
Consigliamo pertanto la sedazione generale superficiale che non ha prodotto alcun disturbo ed è molto gradita ai pazienti.
Il nostro obiettivo prioritario è un risultato ottimale che limiti al minimo o eviti del tutto i disagi ed ogni tipo di dolore.

Per approfondire la nuova tecnica chirurgica E.L.P per la cura delle emorroidi  clicca qui

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Per avere maggiori informazioni sulla cura delle emorroidi e sulla nuova tecnica chirurgica dell’ELP non esitare a contattarmi.

Contatti Silvestro Lucchese


Galleria Immagini intervento E.L.P.

E.L.P. Galleria Fotografica di alcuni casi clinici, attenzione i contenuti multimediali potrebbero turbare la sensibilità dei lettori. Le immagini sono di tipo professionale e riservate ai medici e al personale sanitario.

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