La visita

La visita rappresenta il momento di incontro tra il Paziente ed il Medico: è un momento molto delicato poiché il Paziente deve mostrarsi, spesso, non solo fisicamente nella sua intimità, anche la più nascosta ma, soprattutto, nelle sue insicurezze.
Egli trasferisce al Medico le sue problematiche e gli affida la soluzione di esse, insieme ai propri timori. Deve ammettere a se stesso. la propria fragilità: quando si sta male non si può più mantenere l’abito che ci accompagna socialmente, anche se si è importanti o celebri.
Il Medico deve accompagnare il Paziente serenamente in un percorso comune finalizzato al suo benessere; ha davanti a se una persona che soffre ma che comunque ha, soprattutto, paura.
Il colloquio rappresenta il primo momento di questo percorso e necessita di tempi variabili in base alla individuale caratterialità, specialmente nelle malattie colon-proctologiche: il Paziente quando giunge alla visita ha già superato il problema del pudore e vuole solo essere aiutato a guarire ma anche a ben capire.
Il Medico deve definire il percorso diagnostico- terapeutico, con valutazione corretta degli specifici costi/benefici, non solo materiali. Il paziente deve essere informato in modo chiaro e con termini accessibili; talvolta vanno chiariti correttamente elementi demonizzati o spesso mistificati ed acquisiti per sentito dire o per metodiche “ di moda ” ben propagandate:…. si dice che è molto doloroso….. – mesi di sofferenze – il laser….-, ecc.. Le malattie proctologiche non si manifestano solo esternamente ed esteticamente ma soprattutto funzionalmente con sintomi con cui si convive spesso da anni e che possono invece nascondere altre patologie.
E’ importante rilevare sintomi fugaci o subdoli: sanguinamento, muco, sensazione di ano umido, prurito, bruciore, defecazione incompleta e ripetuta, ridotto calibro delle feci, espresse a pezzi o a matita o caprine, necessità di aiutarsi manualmente, uso di clisteri, lassativi, omeopatia, tisane, erbe, ecc.

Il Paziente , spesso, ha una lunga storia clinica con esperienze disparate ma ha cognizione clinica attendibile e documentata della propria patologia; talvolta è invece frammentaria e condizionata da esperienze altrui, in cui spesso si identifica, ma profondamente diverse dal proprio caso.
Il Paziente deve esprimere serenamente eventuali disagi nella propria sessualità, anche per accertare alcune patologie ; spesso viene accompagnato dal proprio partner che , se richiesto espressamente dal Paziente stesso, può assistere alla visita ed all’anoscopia: tale facoltà è spesso gradita. Nella visita proctologica si eseguono foto idonee a documentare la situazione locale (visivamente ignota) e la successiva anoscopia.
L’anoscopia viene eseguita con un dispositivo di calibro idoneo (analogo a quello delle feci ) introdotto cautamente e con adeguata lubrificazione : nessuna manovra viene eseguita senza informare preventivamente e senza la collaborazione e compiacenza del Paziente stesso.
Nel colloquio seguente, si esaminano le foto e gli ingrandimenti dei particolari per definire il percorso diagnostico- terapeutico. La documentazione fotografica della visita, dell’ano-scopia e dell’eventuale intervento chirurgico viene consegnata , nei giorni seguenti, in un apposita cartella

 

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