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Stitichezza e obesità, c’è correlazione?

 

COS’È LA STITICHEZZA?

La stitichezza (stipsi) è intesa sia come disagio o difficoltà dell’intestino a svuotarsi in tempi adeguati, sia come parametri di modalità: feci dure o piccole, difficoltà di espulsione o di sensazione di evacuazione incompleta dopo la defecazione.

La stipsi compare quando la muscolatura intestinale non riesce a far progredire conStitichezza regolarità la massa fecale che ristagna nell’intestino causando la diminuzione della frequenza delle scariche e l’aumento della consistenza delle feci che, rimanendo più a lungo nel lume intestinale, si disidratano ulteriormente divenendo ancora più dure.

Le parole “Stitichezza” e “Costipazione” sono quasi sinonimi: di solito con la prima si intende meramente la difficoltà di andare di corpo; la seconda, invece, è da intendersi nel suo significato più ampio e generico cioè come una ostruzione di tutti le condutture del corpo, ossia oltre l’intestino si intende l’ostruzione dei sistemi arterioso, venoso, linfatico, ecc., ovunque avvenga un passaggio dei fluidi organici.

Come sappiamo, la defecazione può non essere regolare per molti fattori: psico-somatici, alimentari, di stress, per carenza di fibre, di acqua, per  malattie, disfunzioni, ecc. In medicina, per definire una situazione clinica di stitichezza dobbiamo valutare gli ultimi tre mesi: quante volte è successo di andare di corpo oltre tre giorni; ciò deve avvenire spesso  ovvero in una percentuale superiore al 25% delle evacuazioni.

Non ci si può basare solo sulle volte in cui si va al bagno, ma si debbono prendere in considerazione anche altri fattori come:

  1. mancanza di stimolo e/o sensazione di evacuazione difficoltosa;
  2. dolore o sensazione di gonfiore di pancia;
  3. sforzo per defecare;
  4. sensazione abituale di svuotamento incompleto;
  5. eliminazione di feci dure, sottili (a matita) o caprine;
  6. necessità di supposte, clisteri o lassativi;
  7. necessità di aiutarsi anche manualmente;
  8. necessità di rimanere a lungo nel bagno;
  9. sensazione di ostruzione;
  10. meno di 3 evacuazioni a settimana.

 

COS’E’ L’OBESITA’?

L’obesità è una condizione cronica caratterizzata da un aumento  del peso corporeo con incremento dell’adipe; è considerata una condizione  patologica quando l’eccessiva alimentazione coinvolge il metabolismo dell’intero organismo provocando disfunzioni o malattie di organi o apparati come il diabete, la sindrome metabolica, l’ipertensione arteriosa,  malattie cardiovascolari gravi, come l’infarto, malattie delle articolazioni, incremento del rischio di malattie tumorali.

In medicina, il peso corporeo ideale deve essere stabile entro margini  ben definiti e ben Obesitànoti. Quando si eccede più del 30% si parla di sovrappeso, ma questa non è necessariamente una malattia; conosco persone in abbondante sovrappeso che giocano a tennis due ore al giorno o altre che possono correre agevolmente le maratone.

Quando si supera il 60% si parla di obesità patologica; sopra il 100% si parla di grande obesità o di obesità grave o severa.

Sembra strano, ma i grandi obesi, in Italia, sono centinaia di migliaia solo che non si vedono perché spesso non possono spostarsi da casa.

Immaginate la qualità della vita di una persona che pesi più 160 – 200 kg.: non entra in ascensore o in auto, non può sedersi, non riesce a salire sull’autobus, a sedersi al cinema, ecc. oppure non riesce a vestirsi o ad andare in bagno fuori di casa propria; se ha bisogno di una ambulanza o, più semplicemente,  di aiuto non può trovare nessuno capace di sollevarlo “a peso morto”.

E’ una situazione di grave disagio e dobbiamo ammettere che, pur sapendolo bene,  la nostra società non contempla spesso le loro necessità o, più semplicemente, la loro esistenza. L’obesità non è pertanto un problema estetico, ma una chiara malattia di natura genetica, ormonale, ma quasi sempre comportamentale: alimentazione eccessiva ed errata ed inerzia fisica.

L’obesità patologica inizia sempre gradualmente ed il sovrappeso  è la prima tappa per la strada dell’obesità grave.

Le malattie correlate sono, purtroppo tante e rischiose:

  1. diabete;
  2. patologie coronariche;
  3. ipertensione arteriosa;
  4. colesterolo alto;
  5. malattie del fegato;
  6. malattie dei reni;
  7. insufficienza  respiratoria;
  8. problemi genitali;
  9. danni gravi alle articolazioni;
  10. malattie della pelle;
  11. malattie psichiatriche reattive e di socialità;
  12. stitichezza.

Ricordo che la stitichezza è un sintomo non una malattia; è un sintomo evidente di una disfunzione che a lungo andare produce complicanze: ragadi, fistole, emorroidi, prolasso rettale, diverticoli, ecc.

Nell’obesità patologica, la disfunzione-stitichezza  produce anche effetti nefasti: si riscontra, infatti, un oggettiva ed elevata incidenza di tumori del colon.

STITICHEZZA E OBESITÀ, C’È CORRELAZIONE?

E’ stato accertato che esistono strette correlazioni tra l’eccesso ponderale/obesità e alterazioni del transito intestinale.

Recenti studi della Shahid Beheshti University – Tehran hanno rilevato che il sovrappeso e ancor più l’obesità, sono condizioni che favoriscono il gonfiore addominale durante la digestione; l’obesità può inoltre portare a disturbi legati alla stitichezza, in quanto più si mangia e più si sottopone a stress l’intestino.

L’eccesso di peso può provocare disturbi del transito intestinale poiché l’eccesso ed il tipo di alimenti causano spesso una situazione di stress funzionale sull’intestino con conseguente stitichezza.

Lo stress ha ben note motivazioni e influenza notevolmente il peso corporeo. Stitichezza obesitàQuando lo stress è abituale, diviene dannoso e spesso si scarica nell’eccessivo appetito e nel conseguente aumento di peso; si tende a mangiare di più perché il cervello stimola la produzione di sostanze che condizionano la regolazione del senso di fame e di sazietà. Il nostro corpo rallenta il metabolismo e incrementa il grasso nei depositi, spesso a scapito della massa magra.

Molti sono i fattori responsabili, tra i principali troviamo:

  • il tipo di alimentazione;
  • la qualità degli alimenti;
  • uno stile di vita sedentario (facciamo le scale invece di usare l’ascensore, andiamo  a piedi, pratichiamo uno sport in modo costante).

La musica aiuta molto nel ridurre l’ansia o lo stress e induce serenità; lo sport, specie all’aria aperta, aiuta a rilassarsi e a bruciare calorie e attivare i corretti movimenti intestinali (specie il nuoto); una dieta regolare e varia, di buona qualità ed una vita sana anche mentalmente: sono questi i fattori che permettono il controllo ed il mantenimento del proprio peso corporeo.

La maggior parte dei pazienti obesi afferma di non avere tempo per lo sport: non è vero e lo sappiamo bene. Il tempo si trova sempre se si vuole veramente: non si dica che ognuno di noi non trova due ore tre volte a settimana per andare in palestra oppure correre o semplicemente fare ginnastica a casa o saltare la corda.

Nell’alimentazione un’attenzione particolare deve essere data alla qualità della floraStitichezza e obesità che influenza in modo importante la funzione intestinale, poiché la quantità di batteri presente nelle feci oscilla intorno al 30% del peso di esse. La flora intestinale produce infatti diversi antibiotici naturali, le vitamine K e B12, e interviene nel metabolismo degli acidi biliari e degli ormoni steroidei. Vi è quindi una chiara correlazione tra obesità e stitichezza in un circolo vizioso.

L’obesità è notoriamente causata da errori alimentari o abitudini di vita errate; ripeto ancora quali siano gli alimenti e lo stile di vita che inducono stitichezza: noccioline americane, cioccolata, bibite zuccherate, merendine, fritti, grassi, spezie e, soprattutto,  poca verdura e frutta (fibre), poca acqua e poco moto ma anche di molta ignoranza poiché nessuno, la scuola per prima, ci insegna come fare.

 

STITICHEZZA E OBESITA’ NEI BAMBINI

Analizziamo ora il mondo dei bambini.

Molti di noi considerano normale che un bimbo sano sia ben nutrito; non è normale però che un bimbo sano sia obeso e, soprattutto, soffra anche di stitichezza. Vi sono fattori culturali che vanno sfatati perché pericolosi: chi di noi ha i capelli bianchi ricorderà che tanti anni fa i vecchi, memori delle carenze della guerra,  per fare un complimento ad un bimbo dicevano “Oh, come è bello grasso!”.

Attenzione: un bimbo obeso diventerà quasi certamente un obeso anche da grande.

La percentuale di bambini obesi in Italia è la stessa degli USA. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, più di un bambino ogni 5,  fra i 6 e i 12 anni di età, è in sovrappeso e l’11% è obeso.

I dati statistici sono ancora più gravi quando analizziamo gli adolescenti obesi: la maggior parte di loro (il 70-80%) sarà obeso anche da adulto.

La stitichezza nei bimbi è purtroppo molto frequente: cerchiamo di capire perché e modifichiamo o eliminiamo  i fattori che la causano.

Sappiamo bene quali siano gli alimenti e lo stile di vita che inducono stitichezza: noccioline americane, cioccolata, bibite zuccherate, merendine, fritti, grassi, spezie e , soprattutto,  poca verdura e frutta, poca acqua e poco moto.

Osserviamo i nostri bimbi: non giocano più tra loro, ma stanno seduti insieme in silenzio davanti alla tv o con un video-gioco o un telefonino tra le mani.

Quanti di noi perdono tempo a giocare a pallone con i nostri figli, a insegnargli ed ad andare in bicicletta con loro, a fare la lotta, a fare attività fisica insieme; è il primo passo per addestrarli ad una vita sana, attiva e all’aria aperta? Ognuno parli con la propria coscienza!

Bambini obesi

Provate poi  a verificare quante centinaia di calorie fornisce uno dei pacchetti di banali patatine fritte che i nostri figli consumano… Non ci credete? Provate allora ad accendere, sì accendere, una patatina fritta o un grissino o un craker: brucerà come plastica e con lo stesso odore e residuo.

Credete forse che questi alimenti siano sani e graditi al nostro corpo? La stitichezza è un chiaro segnale che qualcosa non va, ma per molti genitori è molto più comodo tacitarli con merendine ed altre porcherie, piuttosto che perdere tempo ed impegnarsi nel preparare una sana merenda: anche solo pane ed olio!

Fare il genitore è faticoso, ma il vero amore per un figlio si misura anche dal perdere tempo e faticare per lui; sappiamo bene che ai bambini non piace la frutta o la verdura: aiutiamoli ad accettarle, gradirle e, soprattutto, ad assumerle regolarmente. Insegniamogli semplicemente che se si perde acqua con la pipì, con la respirazione, con il sudore è necessario reintegrarla altrimenti la popò sarà secca, dura e difficile da espellere. Ho visto bimbi piangere e disperarsi per cercare di fare popò: non è giusto!

Uno studio pubblicato su Pediatrics sostiene che la stipsi cronica è spesso legata all’obesità nei bambini. I bambini affetti da stitichezza funzionale hanno il doppio delle probabilità di essere obesi rispetto ai loro coetanei.

Questo studio ed i suoi risultati hanno dimostrato anche un evidente implicazione psichiatrica poiché  obesità e stipsi possono determinare anche problemi comportamentali e depressione. Secondo i ricercatori l’ipotesi più accertata è che la stitichezza sia dovuta al tipo di dieta con una minor assunzione di fibre associata a un maggior introito calorico.

 

COME SI CURA LA STITICHEZZA CON UN METODO SCIENTIFICO

L’esperienza clinica, purtroppo, evidenzia un gravissimo fattore di rischio, assai frequente in Italia: la cura della stitichezza nel 50% dei casi è gestita direttamente dal paziente con auto-prescrizioni e tentativi più o meno efficaci, quasi sempre senza aver consultato un medico o senza aver almeno eseguito gli accertamenti di base sugli organi interessati.

La stitichezza è sintomo quasi sempre di disfunzioni dell’apparato digerente, ma può esserlo anche di altre malattie, talvolta insidiose, della cui presenza conviene esserne a conoscenza per agire in tempo.

Un metodo scientifico d’inquadramento e cura è essenziale per ottenere una precisa diagnosi, risultati certi e costanti nel tempo.  Deve inoltre perseguire una visione olistica del paziente, ovvero non considerare solamente il sintomo, ma l’inquadramento clinico globale (corpo- mente-emozioni- personalità).

E’ necessario  uno studio completo ed una terapia efficace che rinnovi tutte le funzioni e le mantenga nel miglior modo, correggendo i disturbi che affliggono il corpo e che non sono mai limitati al solo sintomo stitichezza, ma coinvolgono molteplici elementi fisio-patologici, funzionali ed organici.

Ogni paziente deve seguire quindi un percorso clinico personalizzato con lo studio e l’inquadramento sia delle cause della stitichezza sia della vita di relazione (psicosomatica), con la correzione di diete ed abitudini errate o dannose, con metodi diagnostici completi e con le terapie più attuali ed efficaci per la cura della stitichezza ed anche delle sue eventuali conseguenze (emorroidi, ragadi, prolasso, colite, diverticoli, sanguinamento,ecc.).

Dopo una precisa diagnosi, si deve eliminare quanto vi sia di dannoso nella nostra vita, nelle nostre abitudini e nella funzione intestinale e, quando necessario, principalmente curare e integrare sempre con prodotti naturali, per ristabilire e, soprattutto, mantenere il benessere del nostro intestino e del nostro corpo in uno stile di vita che sia realmente sano.

Il mio metodo è stato denominato “VITA NOVA poiché persegue una visione olistica del paziente, ovvero non considera solamente il sintomo, ma l’inquadramento clinico globale (corpo – mente – emozioni – personalità).

Questo nuovo metodo di cura della stitichezza, spiega le cause e fornisce consigli utili per la cura intensiva della stitichezza e, per il ripristino del benessere psico-fisico dell’uomo;

Per avere maggiori informazioni sul metodo olistico intensivo “VITA NOVA” clicca qui.

Cura della stitichezza

Le esperienze dei pazienti 

operati dal Dott. Lucchese

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