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L’intervento chirurgico

Ogni Paziente è un caso a se e necessita pertanto di una valutazione personalizzata sia clinica che diagnostico-erapeutica. È necessario quindi che il Paziente sia stato informato, prima e per tempo, in dettaglio di tutto quello che incontrerà e ciò non solo per un consenso informato e consapevole ma per conoscere bene ed affrontare il proprio cammino diagnostico e terapeutico. in base alle condizioni cliniche e del tipo di intervento. Chiariti in dettaglio i termini dell’intervento chirurgico e della convalescenza, permane comunque per molti la paura dell’anestesia.

L’ANESTESIA

La scelta del tipo di anestesia è bene sia concordata con l’Anestesista in base a queste valutazioni cliniche ed alle richieste del Paziente. La paura dell’anestesia e dell’intervento chirurgico, dell’ignoto e soprattutto la coscienza della propria fragilità umana emergono e provocano ansia, paura del dolore, di perdere conoscenza, delle incognite e delle complicanze ed anche di quello che si pensa non ci sia stato detto. È necessaria pertanto una corretta e dettagliata informazione ed un colloquio clinico che valuti la situazione del Paziente ma anche le sue insicurezze.

TIPI DI ANESTESIA

Sedazione minima 

Il paziente viene sedato ; può risponde normalmente ai comandi verbali ma le sue funzioni possono essere alterate. Le funzioni respiratorie e cardiovascolari sono comunque autonome.

Sedazione/analgesia moderata

Il Paziente è cosciente, la risposta ai comandi verbali è congrua.La funzione cardiovascolare e la pervietà delle vie aeree è mantenuta; la ventilazione è spontanea.

Sedazione/analgesia profonda

La perdita di coscienza è profonda ed il Paziente non può essere svegliato facilmente; mantiene con difficoltà la respirazione spontanea che può necessitare di assistenza respiratoria

 Anestesia generale

La funzione respiratoria è assente e la funzione cardiovascolare può dover essere assistita.

Vi sono nuove tecniche di riduzione del dolore post-operatorio?

Vi è stata una rilevante evoluzione farmacologica e culturale ed attualmente si cerca di ridurre il dolore, fino all’80% , con una idonea terapia che inizi già durante l’anestesia. La tecnica chirurgica limita il dolore post-operatorio tanto più quanto meno sia invasiva. L’Anestesista, se necessario , può somministrare farmaci antalgici già durante l’intervento con particolari dispositivi programmati per rilasciare dosaggi predeterminati. In questo modo si garantisce un analgesia ottimale dopo l’intervento, superando così la fase maggiormente rischiosa e riducendo di molto il dolore post operatorio e le sue conseguenze. Per la patologia emorroidaria, la sintomatologia dolorosa è quasi sempre minima o assente, quando l’intervento venga eseguita correttamente una metodica endoluminale. Il paziente deve anche sapere che dopo l’intervento, potrà ricevere talvolta farmaci antibiotici o antalgici, per ridurre il dolore e che lo aiuteranno ad un recupero ottimale. Il nostro obiettivo è una chirurgia senza dolore.Cerchiamo quindi di tutelare al massimo il Paziente dai disagi e dal dolore, impiegando tutti i mezzi clinici e, soprattutto, cura, attenzione e tecniche chirurgiche che riducano gli stimoli irritativi e permettano un recupero agevole ed indolore.

Le esperienze dei pazienti 

operati dal Dott. Lucchese

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