Defecare con dolore è sintomo di Ragade Anale.

Quando si prova dolore durante e dopo l’atto di svuotamento può trattarsi di una Ragade Anale formatasi a seguito di sforzi nella defecazione perpetrati nel tempo.

La Ragade anale è una piccola ferita (ulcera) lineare situata nella parte più bassa dell’ano che non tende a guarire perché è sostenuta da una grave sofferenza della mucosa del canale anale da varici del plesso emorroidario (emorroidi). È spesso associata a un ipertono reattivo dello sfintere, che ne ostacola i meccanismi di riparazione.
Più frequentemente, la ragade anale si presenta in posizione posteriore; più raramente in sede anteriore.
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 ragade anale

I Sintomi della ragade anale

I sintomi della ragade anale sono spesso vaghi e inizialmente sovrapponibili a quelli emorroidari. In un secondo momento, invece, al passaggio delle feci si manifesta un dolore urente simile ad un’unghia che graffia.

Il dolore, il più delle volte straziante, permane per tempi variabili da alcuni minuti ad alcune ore e attraversa diverse fasi post defecazione: dalla fase più acuta, durante l’atto, il dolore si attenua, per ritornare a distanza di poche ore in forma di “dolore ritardato”.
Inoltre, si produce una piccola emorragia che si manifesta subito dopo l’atto.

Alcune volte la perdita ematica è abituale e subdola, per cui si può avere un’anemia anche importante.

Ricordo il caso di una giovane donna che mi fu portata in braccio dai familiari, pallida come un lenzuolo e ansimante.

L’esame del sangue mostrò una grave anemia con meno di un milione di globuli rossi.
La causa era una ragade anale che, goccia su goccia, la stava dissanguando.

La Diagnosi della ragade anale

La diagnosi è ovviamente clinica e si evidenza con una banale anoscopia, che ha il fine mostrare il tipo di lesione, quasi sempre situata su una varice emorroidaria.
La diagnosi precisa permette una terapia realmente efficace.

La chirurgia, nei casi di ragade anale, non è sempre necessaria. Anzi, spesso, si riesce a ottenere la guarigione della lesione con la sola terapia medica.

Cura della ragade anale

La maggior parte delle persone affette da ragadi anali, anche di natura cronica, possono curarle con una dieta ricca di fibre e bevendo molta acqua, preferibilmente non gasata, che ha la funzione di ammorbidire le feci.
Nei casi più gravi, è prevista una terapia chirurgica (sfinterotomia anale interna) che si effettua in anastesia locale in day hospital, o una anoplastica: una vera e propria asportazione della ragade con riparazione contestuale della ferita.
In presenza di sintomi evidenti, il consiglio è quello di rivolgersi ad uno Specialista Proctologo, in modo da scongiurare che una banale patologia infiammatoria possa aggravarsi.
Per ricevere maggiori informazioni, non esitare a contattarmi.

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