Il timore delle malattie – Prof. Silvestro Lucchese, Chirurgo specialista di Roma

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Il timore delle malattie

È frequente che sia la donna a spingere il familiare maschio ad effettuare un controllo specialistico quando insorgono malattie o problematiche della funzione intestinale. L’ipotetico oltraggio della fisicità più intima, in realtà consiste in una banale e indolore esplorazione visiva e digitale. L’anoscopia non è sempre indispensabile ed è simile a quanto eseguito in una normale visita ginecologica.

È proprio il timore della visita, che può provocare spesso danni e complicanze, impedendo di cogliere i sintomi delle malattie banali, facilmente trattabili: un polipo, ad esempio, negli anni può evolvere in qualcosa di temibile. Quasi sempre, si trascurano sintomi, anche fastidiosi, contanto sulla propria generale buona salute. Si devono, invece, svolgere le principali azioni di prevenzione delle malattie e dei tumori. Questi, ad esempio, nella donna si manifestano prevalentemente nella mammella, nell’utero, nel colon-retto e nella pelle.

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La prevenzione delle malattie e dei tumori nella donna

Non dobbiamo limitare le azioni di prevenzione solo a noi stessi ma consigliarle o imporle energicamente ai nostri cari, proprio perché li amiamo. Solo così si può avere la certezza della buona salute propria e dei familiari.
Illustriamo quali sono i fattori di rischio, i sintomi (segnali di allarme) e i controlli utili per un’efficace prevenzione.

Mammella

Rappresenta un organo che può essere sede di molteplici malattie benigne. Talvolta, però, dette malattie possono essere subdole e, se trascurate o mal diagnosticate, possono far emergere caratteri di malignità. Di solito la mammella è un organo riferito alla sessualità e alla maternità: negli anni fertili, la donna, quindi, è abbastanza attenta ai relativi controlli. In età avanzata, però, questa attenzione cala e la donna è più esposta a rischi. La nostra epoca è quella in cui si registra la maggior incidenza di neoplasie mammarie. I tumori della mammella impiegano molti anni per crescere; abbiamo, dunque, tutto il tempo per mettere in atto un’efficace prevenzione ed una diagnosi precoce.

Fattori di rischio:

  • familiarità;
  • malattie della mammella;
  • nessuna gravidanza o gravidanza in tarda età.

Controllo:

  • età 20-35 anni: autopalpazione, esame senologico ogni due anni ed eventuale ecografia;
  • età 30-40 anni in poi: una mammografia di base e di controllo ogni uno o due anni, a giudizio clinico;
  • dopo i 40 anni: una mammografia ogni anno.

Segnali di allarme:

  • Nodulo non precedentemente apprezzabile;
  • perdite di sangue dal capezzolo.

 

Utero – endometrio

L’abitudine di eseguire controlli clinici ginecologici è ormai largamente diffusa tra le giovani generazioni; non è così, però, in età avanzata! Bisogna, dunque, fare attenzione alla trascuratezza degli anziani e stimolarli a una maggiore consapevolezza, magari cogliendo noi stessi elementi di sospetto.

Controllo:

  • ogni anno è opportuna una visita ginecologica con pap-test;
  • in menopausa è necessario un esame citologico dell’endometrio.

Fattori di rischio:

  • l’obesità;
  • il diabete;
  • uso prolungato di estrogeni, specie dopo la menopausa.

Segnali di allarme:

  • perdite vaginali di sangue non ciclico.

 

Pelle

La pelle può presentare spesso nei o alterazioni che, anche se presenti da molto tempo, possono modificarsi in modo non sempre evidente ad occhi inesperti. La recente abitudine di sottoporsi frequentemente all’esposizione di lampade solari ha incrementato statisticamente l’insorgenza di malattie della pelle.

Controllo:

  • è necessaria un’accurata visita dermatologica periodica, con mappatura dettagliata dei nei, presenti talvolta anche in sedi inaccessibili o coperte da peli o capelli.

Fattori di rischio:

  • familiarità;
  • pelle molto chiara e sottile;
  • eccessiva e prolungata esposizione al sole.

Segnali di allarme:

  • nei aumentati di dimensione o varianti nel colore;
  • erosione cutanee croniche;
  • insorgenza recente di nei di colore molto scuro.

 

Colon-retto

Il colon (grosso intestino) ed il retto (sua parte terminale) rappresentano la sede di maggior frequenza di malattie quasi sempre benigne: polipi, diverticoli, infiammazioni, ma anche la sede delle più frequenti malattie tumorali. Spesso, si possono rilevare piccoli polipi, facilmente asportabili in sede di endoscopia diagnostica (colonscopia). Questi, se trascurati, possono nel tempo degenerare. I tumori del colon sono a lenta evoluzione: possono mostrare segnali della loro presenza con sintomi sovrapponibili a quelli di banali coliti o perdite di sangue, spesso ascritte a emorroidi interne.

Controllo:

  • esplorazione rettale, che deve essere sempre eseguita nelle visite generali.

Ogni anno:

  • ricerca di sangue occulto nelle feci;
  • colonscopia ogni 5 anni, dopo i 40-50 anni. Nei casi in cui un intestino regolare diventi a lungo irregolare;

Fattori di rischio:

  • familiarità per tumori o polipi del colon;
  • poliposi del colon;
  • malattie infiammatorie croniche dell’intestino;
  • dieta povera di fibre e ricca di grassi;
  • obesità grave.

Segnali di allarme:

  • irregolarità prolungata di un alvo regolare;
  • sangue nelle feci;
  • dimagramento inspiegabile;
  • febbricole prolungate e dolori addominali.

In tutti i casi sinora descritti è necessario non avere timore delle malattie e soprattutto delle visite, anche se intime. È, inoltre, prudente un controllo specialistico, personalizzato e mirato e un’accurata valutazione delle nostre funzioni o dei nostri organi a maggiore rischio. Nella maggior parte dei casi, le indagini non evidenzieranno nulla di rilevante o soltanto eventuali malattie benigne facilmente curabili.

 

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