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Sbiancamento anale: quando farlo?

Per età, tipi di pelle, variazioni ormonali o, più spesso, rasature frequenti o patologie croniche dell’ano, la pelle intorno all’ano può divenire più scura con imbarazzo nell’intimità e limitazione estetica nell’uso di biancheria intima.

In seguito alla gravidanza, vi possono essere stati dei cambiamenti ormonali anche per quanto riguarda i capezzoli o altre aree che assumono una diversa colorazione.

Molto spesso, in seguito a patologie emorroidarie croniche, emorroidi esterne o interne, prolasso emorroidario/rettale, avviene un lento e graduale scivolamento della mucosa all’esterno che, a contatto con l’aria e a micro traumi da detersione, rasatura, ecc. ,  gradualmente tende ad ispessirsi e, poiché è concentrata in poco spazio, assume una colorazione più scura, dando luogo a grinzosità o colorazione più scura.

In questi casi lo sbancamento anale non è efficace ma devono essere valutate altre terapie; dopo terapia chirurgica della patologia emorroidaria, infatti, la parte scura rientra nel canale anale.

La cura dello (laser, farmaci o altro) è molto delicata ma deve escludere pertanto ogni patologia anorettale.

Una corretta indicazione allo sbiancamento anale deve essere sempre preceduta da una visita proctologica qualificata che deve prevedere anche un innocua ma indispensabile anoscopia.

Pertanto, il consiglio che voglio dare è: prima di scegliere una cura consigliatevi sempre con uno Specialista esperto.

Le esperienze dei pazienti 

operati dal Prof. Lucchese

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